Novità autunno 2016

Novità

Vi presentiamo tutte le novità dell’autunno 2016, una stagione ricca di creatività ed emozioni! Vi aspettiamo in libreria…

  • Al posto del naso – Un divertente gioco degli equivoci dove basta davvero solo un segno di punteggiatura per essere travolti da una serie di comici fraintendimenti in grado di divertire i piccoli come i grandi.
  • Animali da costruireUn activity book dalle cui pagine prenderanno vita 28 splendidi animali 3D da costruire e personalizzare.
  • Arte in carte – Questa speciale Carta in tavola propone un percorso di 20 laboratori d’arte e gioco pensate per bambini e ragazzi.
  • Che bello disegnare con le forme geometriche e con le forme della natura – Una proposta mirata ad esercitare il tratto, a guidare all’interpretazione dell’immagine e a stimolare la creatività, senza trascurare mai il divertimento!
  • I bambini nascono per essere felici – Un albo che racconta la “Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” e parla ai piccoli di identità, famiglia, partecipazione, educazione e salute. Pubblicato con il patrocinio di Amnesty International.
  • L’inventacittà – Ancora una volta Fabrizio Silei, invita i lettori a mettersi in gioco e a costruire le proprie città e i propri paesaggi ideali.
  • Mio! – Un volume immediato e ironico che, apertura dopo apertura, racconta quello che accade a un buffo maialino che desidera cose che appartengono ai suoi amici.
  • Proprio tutti… – Un albo importante per i lettori di qualsiasi età, per imparare ad accettare il bisogno di piangere, la voglia di cantare o l’impeto della rabbia che può arrivare improvviso.
  • StoriellineeQui tutto nasce dalla linea dell’orizzonte e poi, nel pieno rispetto dell’ambiente, si forma un bellissimo fiume: un segno azzurro e sinuoso che rivela subito un’amicizia con altre due linee.

    E per finire il nuovissimo Calendario 2017, perché chi legge… sogna tutto l’anno!

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Reinventando LA COSA PIÙ IMPORTANTE

>>Antonella Abbatiello, >>La cosa più importante, Cosa succede

cop-la-cosaNel 1998 Fatatrac ha pubblicato La cosa più importante, libro firmato da Antonella Abbatiello, che da allora continua a riscuotere un grandissimo successo tra i lettori, grandi e piccoli.

“Qual è la caratteristica più importante per un animale?” si chiedono i protagonisti di questa storia: forse avere le orecchie lunghe come il coniglio? Molto meglio avere gli aculei del riccio, o i denti grandi del castoro! Di pagina in pagina, ognuno esprime un’opinione “imponendo” agli altri la propria particolarità. Una carrellata di divertenti trasformazioni tutte da scoprire nelle doppie pagine che si aprono a sorpresa. Sarà alla fine un gufo a risolvere la questione: l’importanza di ognuno sta proprio nelle differenze che lo rendono unico.

Maria Rosella Musicò, insegnante della scuola dell’infanzia “Arcobalena” di Rottofreno (PC), riconoscendo il tema di questo libro come estremamente educativo e coinvolgente, lo ha usato per la tesi conclusiva del Corso di formazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore per il conseguimento della Specializzazione per le attività di sostegno.

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L’insegnante ha realizzato, insieme ai bambini di cinque anni della sezione B, un libro multimediale e un laboratorio grafico pittorico in cui sono state prodotte maschere di cartoncino raffiguranti gli animali del racconto utilizzate poi per un’attività di drammatizzazione: gli alunni hanno potuto interpretare i protagonisti della storia, immedesimandosi e dando loro voce.

Nell’ebook interattivo, realizzato con il programma multimediale Didapages, sono stati inseriti file musicali, audio, video e immagini; i bambini hanno scelto le illustrazioni, la musica e le animazioni e grazie alla collaborazione della biblioteca “Oltre l’Handicap” – AIAS di Bolzano è stata inserita la traduzione del testo con i simboli della Comunicazione Aumentativa Alternativa.

I piccoli alunni hanno partecipato a tutte le attività proposte, si sono divertiti a svolgere i giochi interattivi creati al computer, direttamente sulla LIM.

L’ebook ha immerso i bambini in un ambiente multimediale, all’interno del quale hanno avuto un approccio con la storia completamente nuovo, sono stati aiutati nella comprensione dei concetti più diversi, favorendo quindi l’apprendimento in modo semplice, diretto, ma soprattutto divertente. Il linguaggio multimediale ha permesso loro di effettuare delle scelte personali, di intervenire su ciò che stava accadendo: sperimentando, indagando, conoscendo, accostando elementi, componendoli e variandoli.

È stata un’attività ricca e stimolante per tutti, potenzialmente utile anche in contesti ove siano presenti bambini con disabilità intellettive lievi.

La redazione ringrazia Maria Rosella Musicò e i bambini della sezione B della scuola dell’infanzia “Arcobalena” di Rottofreno (PC) per questo bellissimo progetto: vi auguriamo di continuare a lavorare, giocare e sognare senza mai smettere di divertirvi.

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Aggiornamento catalogo

Cosa succede

È online il catalogo aggiornato di Fatatrac! Sfoglialo qui!
Abbiamo inserito tutte le novità già arrivate in libreria e anche alcune sorprese che vedremo più avanti, non perdetevele!

I nostri titoli più recenti:

Il Giardino di Matisse al Palazzo delle Esposizioni di Roma

>>Cristina Amodeo, >>Il giardino di Matisse, >>Samantha Friedman, Cosa succede, Novità

“Mentre le sue forbici correvano sul foglio, fantasticò su come deve sentirsi un uccello quando vola. E mentre ritagliava, Matisse si sentì come se anche lui stesse volando.”

L’albo Il giardino di Matisse, nato dalla collaborazione tra la casa editrice del MoMA e Fatatrac, sbarca a Roma!
Sarà infatti possibile ammirare le tavole originali dell’illustratrice Cristina Amodeo in mostra presso il Palazzo delle Esposizioni a partire da domani, sabato 5 marzo, fino al 22 maggio.

Prima dell’inaugurazione sono previsti un laboratorio e un incontro di formazione, già al completo, ma non temete, ci saranno altre occasioni: per tutta la durata della mostra sarà possibile partecipare alle letture e ai laboratori ispirati dalle tavole del libro per creare con le forbici semplici composizioni di forme e colori.
Le attività si svolgeranno:
– tutti i martedì e i venerdì alle 10.00 e alle 11.30 per la scuola dell’infanzia e primaria (attività €80,00 per gruppo classe, prenotazione obbligatoria tel. 848.08.24.08).
– tutte le domeniche dalle 11.00 alle 13.00 per famiglie con bambini dai 3 ai 6 anni
(attività €8,00 per bambino, prenotazione consigliata €1,50 tel. 06 39967500).

Vi aspettiamo tutti con l’illustratrice Cristina Amodeo all’inaugurazione della mostra su Il giardino di Matisse sabato 5 marzo alle 18.00, entrata libera.

Palazzo delle Esposizioni
via Milano 13 – Roma

Clicca qui per avere maggiori informazioni e segui gli eventi su facebook: qui e qui.
Per acquistare il libro: www.giunti.it/libri/bambini/il-giardino-di-matisse

Il premio Emanule Luzzati a Andrea Rivola per IL CAMMINO DEI DIRITTI

>> Il cammino dei diritti, >>Andrea Rivola, >>Janna Carioli, Cosa succede

Lo scopo di un libro è quello di vivere, di resistere alla follia del mercato che sembra accorciare sempre di più la vita dei volumi che si avvicendano sugli scaffali delle librerie.

IL CAMMINO DEI DIRITTI è uno libro che sembra proprio avere un’identità duratura, tanto intenso è stato il lavoro che lo fatto nascere e profondo il senso del percorso attraverso i diritti che l’umanità ha raggiunto. Non solo i contenuti, ma il linguaggio artistico usato dai due autori continua a ricevere segnali di apprezzamento. È ora il caso di Andrea Rivola che si è appena aggiudicato il premio intitolato a Emanuele Luzzati del concorso Gigante delle Langhe.
Questa la motivazione della giuria:
“Libro per piccoli che affronta grandi temi, leggibile a più livelli e apprezzabile in ogni sua parte
Venti date. A ogni data corrisponde il racconto sintetico di un fatto, rappresentazione di un passo verso il raggiungimento di conquiste fondamentali per tutti gli esseri umani.
A formare un tutt’uno perfetto venti piccole poesie (di Janna Carioli, ndr) in rima intense e delicate e venti grandi immagini la cui caratteristica principale è la grazie e la leggerezza.
Andrea Rivola attraverso un disegno sintetico, ma non semplice, riesce   a estrarre il lato magico delle situazioni e a commuoverci senza essere né retorico né scontato.
Mette sentimento, esprime emozioni utilizzando il digitale, una tecnica genericamente definita come “fredda”.  Ma quanta sapienza nel gestire pennelli digitali: la sapienza di chi conosce la tecnica a fondo per averla usata prima in modo tradizionale.
Libro da scoprire a poco a poco, in ogni suo dettaglio lasciandosi coinvolgere, stupire, meravigliare.”
 
In attesa di ricordare e festeggiare i diritti dei bambini il 20 novembre, questa notizia è un segnale di piena vitalità di questo libro che ci auguriamo resti a lungo presente nelle librerie del Bel Paese.
E ovviamente, complimenti a Andrea!
Andrea Rivola, un anno fa circa, alla bella presentazione de IL CAMMINO DEI DIRITTI, al Cambiobinario di Cotignola

DUE VITE PARALLELE SI POSSONO INCONTRARE

>>Due destini, >>Renzo di Renzo, >>Sonia M.L. Possentini, Cosa succede
“Due rette parallele non s’incontrano mai. Questa tristezza della geometria non si applica alla vita. Due vite parallele si possono incontrare e scambiarsi il soccorso, l’affetto, la salvezza. Questo piccolo racconto congiunge due linee in un punto dell’Africa che contiene il centro. Lì sta l’orizzonte dal quale si è mossa la civiltà umana. Lì si rinnova il senso di appartenere a una famiglia più che a una delle tante specie viventi.”
Così Erri De Luca tratteggia, in una sintesi tanto poetica quanto vera, il senso profondo di Due Destini, l’albo scritto da Renzo di Renzo e illustrato da Sonia M.L. Possentini e realizzato insieme a Medici con l’Africa CUAMM – la prima Ong in campo sanitario riconosciuta in Italia e la più grande organizzazione italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane.


 
Una storia delicata, tanto quanto le illustrazioni dal segno garbato e mai retorico, che si muove parallela tra l’Italia e l’Africa per poi congiungersi al centro con un tocco quasi magico. Senonché la magia di cui parlano gli autori è qualcosa di concreto, e ognuno è invitato a praticarla: parliamo dell’attenzione verso l’altro e dell’amore per la vita. È questo che unisce i due protagonisti Rosa e Meskerem, che la penna di Renzo e il tratto di Sonia seguono prima ancora della loro venuta al mondo, quando non sono che pensieri, anzi: albori. Albori di vita in due luoghi del mondo dove la vita stessa assume strade e significati differenti, ma non per questo non va difesa. Anzi. La voglia di vita e la necessità istintiva di proteggerla, le domande sull’esistenza – propria e degli altri e l’infinito rispetto per essa: di questo ci parlano Rosa e Meskerem, con parole così autentiche e sincere che è impossibile non immergersi e non seguire con coinvolgimento le loro vicissitudini, mentre sullo sfondo i paesaggi dell’Africa – potenti, vitali – incantano e catturano.
 
Eppure, l’importanza di questa storia, va al di là del libro e della lettura: è uno stimolo concreto all’informazione, al prendere in mano in prima persona i valori dell’amore, del rispetto, dell’attenzione. Perché dietro la storia c’è una realtà, che è quella di Medici per l’Africa CUAMM, ed è lì che Sonia e Renzo vogliono portarci, aprendo sul mondo le finestre delle pagine, offrendoci uno strumento ragionato e mai retorico, che parla a un sol tempo la lingua dei grandi e quella dei bambini.
La narrazione di Due Destini, infatti, è anche un progetto concreto, che si offre a scuole, istituzioni, biblioteche, e a tutte quelle realtà che vogliono organizzare un percorso utile proprio ad abbattere il pregiudizio verso un tema – quello dell’Africa – considerato troppo spesso difficile e spinoso a priori. La possibilità di vedere in mostra le tavole originali, di parlare direttamente con gli autori, di ascoltare i racconti dei medici di CUAMM che hanno conosciuto in prima persona le situazioni narrate nella storia, garantisce un approccio delicato e mai semplificato, nonché instaura tra bambini e adulti un momento di forte condivisione. Approfondire dal vivo le attività che CUAMM porta avanti nei territori africani, scoprire come poter contribuire concretamente – e qual è il valore che anche un nostro piccolo contributo assume, cosa realizza davvero – aiuta a comprendere meglio le differenze e a impegnarsi – fin dall’infanzia – per coltivare non le distanze, ma i legami.
 
Un primo passo per iniziare:

LALLAZIONE 2.0: una mamma racconta

>>Doremiao, >>Elena Baboni, >>Federica Crovetti, >>Laura Chittolina, Cosa succede
DOREMIAO, il libro prima e la app dopo, ha saputo accompagnare il percorso dei primi anni di vita di due fratellini con una mamma particolarmente attenta, sempre al loro fianco.
Paola, questo il nome della mamma in questione, ci racconta di come il suo primogenito sia, ormai da qualche mese, praticamente guarito dal disturbo specifico del linguaggio diagnosticatogli alcuni anni prima. Ora lui ha sette anni e sta bene, ha passato il suo libro alla sorellina e si è armato di app, con cui gioca divertendosi moltissimo e continuando la terapia/allenamento/passatempo in autonomia.
Paola mi racconta allegra la storia dei sui bimbi e mi dice, parlando della logopedista a cui si è appoggiata: “… io non posso che parlarne bene: capisce i bambini, li segue con la sensibilità giusta e sa comunicare con le famiglie, cosa importantissima, coinvolgendo e dando strumenti adatti. Ci ha proposto di usare Doremiao,  appena stampato e ora il cd, a forza di ascoltarlo, è praticamente andato, ma ora abbiamo anche la app!”.
La logopedista di cui parla Paola è Federica Crovetti, autrice, assieme a Laura Chittolina, di Doremiao, di cui si è già detto qui e qui.
Ora Paola ha cominciato a usare DOREMIAO anche con la piccola, la secondogenita. Ha stabilito un piccolo rituale familiare: quando le fa il bagnetto ascoltano le tracce cantate e, poi, sul fasciatio è lei, la mamma, a cantarle alla bambina. Pare che la piccola abbia iniziato la lallazione proprio con queste tracce. “Il disturbo specifico del linguaggio ha una componente genetica” spiega Paola “quindi ho cominciati subito con lei, dopo l’esperienza del primo figlio, a usare DOREMIAO, proprio quando ho visto che la lallazione non arrivava e dopo un po’ è comparsa!”. Aggiunge: “Non so cosa sia stato, se la lallazione stesse arrivando naturalmente o se davvero DOREMIAO l’abbia facilitata…”. Tant’è! diciamo: la lallazione ora c’è, a ritmo di canzoni e tra giochi interattivi che sanno accompagnare lo sviluppo del linguaggio sia di bambini con alcuni problemi sia dì bambini sani come un pesce.
Paola è anche educatrice di nido e si è portata il metodo DOREMIAO al lavoro: “Coi bambini, per spostarci da una stanza all’altra, facciamo il trenino e cantiamo le canzoni di DOREMIAO. Quella dell’ippopotamo è la preferita!”.
Contenti di avere conosciuti Paola, la gioia con cui parla dei risultati dei suoi bambini, del suo lavoro e della sua logopedista bravissima “del servizio pubblico!”, come tiene a sottolineare lei, ci ripromettiamo di spedirle presto un cd nuovo e diciamo brave alle nostre logopediste: brava Federica e brava Laura. Presto ci rimetteremo a caccia di altre storie, sempre con la colonna sonora di DOREMIAO in sottofondo!
La app è qui, oppure qui.
Per il libro, invece, basta schiacciare qui.

Coi piedi in terra e le mani nei colori: Arianna Papini racconta.

>>Amica Terra, >>Arianna Papini, >>Sonia M.L. Possentini, Cosa succede
Finalmente siamo alla ristampa di Amica Terra. Arianna, un libro voluto dal corso Fatatrac precedente, da tua madre, Nicoletta Codignola.
Mentre attendiamo le risposte di Sabrina, a mo’ di piccola cronaca in parallelo (nel frattempo arrivate e pubblicate qui, NdR), ci racconteresti di quando lei vi presentò i testi e di come andò la decisione di stamparlo e di affidare al tuo lavoro l’illustrazione?
Le poesie di Sabrina arrivarono direttamente sulla scrivania di mia madre. Eravamo interscambiabili in tal senso, alcune cose le leggeva lei per prima, altre io, e quelle molto belle le condividevamo per la programmazione. Mi chiamò subito dicendomi che erano arrivate delle poesie splendide di una poetessa sconosciuta. Era Sabrina. Aveva mandato molte poesie, tante piùdi quelle che poi sarebbero state inserite in “Amica terra”. Lei aveva associato ad ogni testo una fotografia… era una traccia meravigliosa, in realtàil libro avrebbe potuto prendere forma così, senza bisogno di un illustratore. Io mi occupavo allora di ricercare nuovi illustratori, la direzione artistica mi appassionava e il ruolo di talent scout rappresentava quello in cui viveva la mia identità in modo più forte. Subito andai a prendere alcune fotocopie nel mio schedario, allora i mezzi tecnologici non erano quelli di oggi, immagini che mi erano subito venute in mente leggendo quelle splendide poesie. Mia madre cominciò con entusiasmo a scegliere una serie di testi, già con l’idea di realizzare un libro sulla terra. Quando le dissi che avevo selezionato alcuni illustratori, tra cui due o tre che non avevano ancora mai pubblicato, lei mi rispose “vorrei che questo libro lo illustrassi tu”. In genere ero un po’ restìa ad illustrare testi di altri scrittori, scrivevo e illustravo i miei libri da qualche anno… ma subito mi misi a rileggere le poesie di Sabrina e mi accorsi che in qualche modo mi appartenevano già. Non possiamo illustrare un testo poco amato, o forse possiamo ma il risultato in quel caso è diverso e il lavoro piùdistaccato. Ancora oggi, se mi distraggo, penso quasi di aver scritto io quei testi, tanto li sento vicini.
illustrazione per la CONTA DELLE ONDE
Conoscendoti, si sa, hai un rapporto stretto e particolare con la natura. Cosa ha significato per te illustrare questi testi?
Per me ha significato salire su quelle parole per raggiungere un ambiente amato, intensamente personale. Trovare in Sabrina una compagna di viaggio, perché la terra, come la vita, rappresenta un continuo divenire. Sapere ancora una volta che ciò che pensiamo non lo pensiamo mai in solitudine, esiste una comunità di persone, un idem sentire che ci rende piùforti.
Ogni libro è un’esperienza a sé o illustrare accomuna un po’ tutti i progetti?
Ogni libro indubbiamente è un’esperienza a sé, almeno per me. In “Amica terra”, parlo della prima edizione, i miei colori scuri che appartenevano a quel periodo della mia vita sono cambiati, divenendo più brillanti e intensi. I libri cambiano il nostro percorso, prima di tutto di lettori e poi di illustratori. Parlo naturalmente di letteratura alta, di frasi dense, profonde. E ogni volta è così.
Come ci si sente da illustratori quando ci si vede ‘impaginati’ su carta, con un formato preciso, con delle gabbie di testo aggiunte, un aspetto grafico connotato?
È una bellissima avventura secondo me. Ogni Editore, ogni persona che partecipa alla nascita del libro mette lì la sua esperienza, il suo gusto, la sua affettività. Difficilmente mi sento insoddisfatta di un mio libro quando esce. Questa nuova edizione di Amica Terra poi mi ha entusiasmata… il formato alto e stretto, la plastificazione morbida, la bellezza della stampa. Grazie. È stata una bella avventura anche la copertina, da me concepita con sfondo bianco e con il mandrillo al centro, frontale. Tu mi hai mandato la prova di copertina e ho dovuto capire, avevate spostato il muso del mandrillo di lato, messo lo sfondo giallo ma… era splendida così’, nella sua nuova veste! Chi illustra vede le sue immagini da dentro, cosìcome chi dipinge quadri e io faccio l’una cosa e l’altra. Èsempre molto interessante osservare come i nostri quadri vengono allestiti o come le nostre illustrazioni sono lavorate attraverso la grafica, questo ci rende visibile l’interpretazione dell’altro.
Chiediamo ancora dei ricordi a te, come a Sabrina, legati alla vita precedente di Amica Terra. Hai qualche aneddoto particolare da ricordare legato alle presentazioni fatte in passato? Cosa ti hanno detto i bambini o cosa li ha colpiti di più o cosa hanno provato disegnare…
Non tanto aneddoti quanto la comunicazione dell’emozione che emerge dalla poesia e che rende simili le persone di etàdiverse. Si tratta di un coro, sì, proprio un’esperienza simile. Da bambina cantavo nel coro della chiesa di Santa Croce… ricordo questa condivisione intensa di musica antica, in cui ogni voce metteva ciòche poteva. Nessuno di noi da solo avrebbe potuto ottenere quella magnifica esperienza artistica. Così nel leggere agli altri o nel presentare le immagini il libro diviene corale, esperienza condivisa. E la cosa che sempre mi colpisce leggendo “Amica terra” è la densità del silenzio di chi ascolta.
Dalla tua esperienza di illustratrice e di editrice, dopo tutti gli anni passati al fianco di Nicoletta Codignola, come ti sembra che sia recepita la poesia dai bambini e dai ragazzi? Quanto trovi necessario rivolgersi ‘in versi’ ai lettori, piccoli e grandi (e qui, ovviamente, l’ammiccamento è anche all’arteterapeuta)?
I bambini sono poeti. Se li ascoltiamo, se siamo attenti (e per i bambini questo rappresenterebbe un diritto), allora sentiamo che la poesia puògiungere loro in modo molto diretto, perché rispondono ad essa naturalmente. Quindi la poesia è un mezzo efficacissimo, in grado di portare temi grandi in modo lieve, musicale. Per quanto mi riguarda, come autrice, generalmente uso i versi quando i temi sono troppo grandi, (penso ad alcuni miei libri come “Terremoto!” Lapis, o “Cari estinti” Kalandraka, poichéla metrica e la ricerca della rima mi obbligano ad un autocontenimento che rende meno ampia la possibilità espressiva e quindi meno terrifico il tema stesso. Oppure li utilizzo in certi punti in cui serve cantare per alleggerire e rendere giocoso un momento importante della narrazione (penso qui alle filastrocche inserite ne Lalbero e la bambinaFatatrac. Come lettrice invece vado a cercare poesia nei periodi intensi della mia vita, che sono sempre molti, poiché le parole poche, contenitrici di molto senso, mi fanno sentire a casa.
Ancora, come arteterapeuta, trovi che dare ampio spazio all’illustrazione, nella sua infinita varietà di declinazioni, in generale sia utile per i bambini? O pensi che esista una maniera fuorviante per presentare delle immagini? Che la pluralità di sguardi confonda? Che la soggettività di un artista abbia dei limiti?
L’arte quando è veramente arte non limita mai lo sguardo e la ricerca di noi stessi che la osserviamo e che ne usufruiamo. In un libro illustrato esiste anche la libertà di leggere solo il testo, oppure di soffermarsi sulle immagini, farle proprie, trarne linfa vitale per la nostra creatività di lettori/osservatori. La pluralità di sguardi ci rende aperti verso le diversità del mondo, un bambino abituato a una molteplicità di immagini sarà più aperto alla multiculturalitàe molto più curioso dell’altro.
Ci parleresti ora delle tecniche che prediligi e del tuo approccio al lavoro artistico manuale? E l’arteterapeuta, facendo uno sforzo nel cercare di riassumere questo complesso mestiere, di quali tecniche si avvale?
Quando ho iniziato la formazione di arte terapeuta pensavo che le due cose fossero distinte. Una era la mia arte, l’altra l’arte terapia. Quando si diventa arte terapeuti, e parlo di identità, allora si comprende che nell’utilizzo delle arti tutto èunito in un unico percorso, che non si ferma mai. La scoperta, la curiositàper le forme e per i materiali rappresenta la grande ricchezza di chi lavora in arte. Sono compulsiva nello sperimentare, nell’aprirmi a nuove tecniche, nell’osservare i corpi e le mani delle persone che approcciano l’arte, prima timidamente, poi con slancio affettivo e passionale. Le tecniche che uso nascono dall’immagine che ho dalla mia mente, è il testo, come il paziente, che mi guida verso colori o patterns, sono i contenuti che mi obbligano a nuove vie espressive e per me, in tal senso, ogni nuovo libro come ogni nuovo paziente rappresenta una grande scoperta umana e professionale. Ma i testi, come le persone, ogni volta che si osservano e si scambia un tempo con loro, cambiano. Così anche Amica Terra, nella nuova edizione, mi ha portata a nuovi colori, alcune immagini sono rimaste simili, altre sono cambiate. Lì ci sono ritratti di persone che amo, di esperienze indelebili nella mia vita, di desideri nuovi che gli eventi mi hanno donato. Anche i pazienti sono così, come i libri. Entriamo, come ci insegnano, nella stanza dell’arte terapia, senza memoria e senza desideri. Così loro ci portano ogni volta nuovi colori, percorsi, tecniche…
Quali sono i tuoi maestri nel mondo dell’arte (facendo rientrare a pieno titolo anche l’illustrazione)?
Non so. Molti critici mi portano maestri che per me sono inconsapevoli, dall’arte antica a quella contemporanea. In realtàla mia sete di immagini mi ha sempre portata nei musei, nelle gallerie, in giro per le città. Sono nata a Firenze e credo che per me il Rinascimento sia qualcosa di genetico, Masaccio, Giotto in fondo erano grandi illustratori che raccontavano le storie legate in genere alla religione. Ma lìmettevano, nascostamente o in modo evidente, tutta la loro capacitàrivoluzionaria. Ecco, forse quelli, come Caravaggio o Van Gogh (una curiosità qui su Van Gogh NdR), sono i miei veri maestri. Ma non parlo di stile, ognuno ha il suo, parlo di metodo, di necessitàdel dipingere per gridare cose a cui teniamo, una necessitàtalmente pressante che può portare quasi alla compulsivitàe alla follia.
Quale libro hai recentemente visto, nel panorama della produzione per ragazzi, che ti ha molto colpito?
“I cinque malfatti” di Beatrice Alemagna, l’ennesimo libro geniale di questa grande autrice e illustratrice.
Arianna Papini che libro totemico porta con sé dall’infanzia?
Una Biancaneve mai più ritrovata che mi leggeva la sera la mia mamma. Le immagini erano incredibilmente belle… i bianchi intensissimi, gli scuri delle foreste, la minuziosità quasi ossessiva dei particolari che mi portava a pensare ai pittori Fiamminghi… Quella memoria indelebile mi rende certezza che ai bambini va dato il meglio e che essi non hanno problemi a usufruire dell’intensità della comunicazione.
Che libro stai leggendo/osservando in questi giorni?

Sto rileggendo con grande gioia “La follia rimossa delle persone sane” di Marion Milner, maestra imprescindibile per chiunque desideri indagare il misteriosissimo e affascinante mestiere di arte terapeuta, e la splendida e sempre rivoluzionaria “Storia della bruttezza” di Umberto Eco.

A chi volesse acquistare AMICA TERRA, basterà seguire questo link.