“Proprio tutti” – intervista all’autore Christopher Silas Neal

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Pochi mesi fa Fatatrac ha portato in Italia Proprio tutti (titolo originale: Everyone) di Christopher Silas Neal, un libro speciale per i lettori di qualsiasi età, per imparare ad accettare il bisogno di piangere, la voglia di cantare o l’impeto della rabbia che può arrivare improvviso. Le illustrazioni dal tratto delicato ed essenziale accompagnano e facilitano la comprensione del tema della condivisione delle emozioni che accomuna tutti gli esseri viventi.

Nel campo dell’illustrazione Christopher può vantare un meraviglioso portfolio, ma è con Proprio tutti che debutta nella duplice veste di autore e illustratore.
Per conoscerlo meglio riportiamo e traduciamo l’intervista che ha rilasciato a Carter Higgins, curatrice del blog letterario Design of the Picture Book. Buona Lettura!


Come sei entrato nel mondo degli albi illustrati?

Over and Under the Snow (2011) di Kate Messner è stata la mia prima esperienza in questo senso. Sono illustratore da circa sette anni, ma ho sempre fatto soprattutto riviste, poster e copertine di libri, prima che la casa editrice americana Chronicle Books mi proponesse di illustrare il manoscritto di Kate. Il suo approccio alla natura era inaspettatamente poetico rispetto al classico libro che tratta di temi scientifici e Chronicle Books stava cercando un artista non tradizionale. Anche se molti degli artisti a cui mi ispiro maggiormente sono storici e rinomati autori di albi illustrati ho sempre pensato a me stesso proprio come “non tradizionale”. Illustrare un libro mi sembrava però un compito spaventoso e al di sopra delle mie capacità. La delineazione dei personaggi era qualcosa che non avevo mai provato e la preparazione delle scene non era certo il mio punto di forza.

Avevo già lavorato come designer grafico, ma con uno stile d’immagine troppo “piatto” e semplificato rispetto a quello che pensavo i lettori potessero aspettarsi da un albo illustrato. L’editoria all’epoca non aveva stili grafici tanto diversificati come oggi: la maggior parte dei libri sulla natura aveva illustrazioni dettagliate quasi quanto fotografie e non mi vedevo parte di quel mondo. Amavo però il modo di scrivere di Kate e lo staff della Chronicle Books era così gentile e professionale che ho pensato potesse essere l’occasione giusta per provare: le mie illustrazioni sono spesso calme e statiche e con un sacco di spazi vuoti – il fatto che questo libro fosse ambientato in una foresta innevata mi rassicurava. Una sfida importante è stata capire come aggiungere profondità senza usare gli elementi a cui normalmente i pittori si affidano, come la luce e la prospettiva, strumenti visivi che di solito non uso poiché mi piace far trapelare la mia personalità dalla mia arte.

Com’è nato Proprio tutti?

Quando ho incontrato il mio agente Stephen Barr alla Writer’s House, avevo un paio di vaghe idee su dei libri, anche se Stephen era più interessato alle mie gif animate. Proprio tutti ha preso vita da un’illustrazione che avevo fatto per il New York Times riguardo un ragazzo i cui genitori erano stati deportati in Messico. È un’immagine semplice di un bambino che piange e le cui lacrime si trasformano in due uccellini. Stephen pensava fosse un’idea promettente per un libro e ho impiegato l’anno successivo a trasformarla in un manoscritto e poi in una bozza di libro. Alla fine ne sono uscite 50 versioni, prima che mi decidessi a mandarla a Liz Bicknell della Candlewick.

Puoi parlarci di come hai impostato il lavoro?

Il processo di scrittura è avvenuto in modo organico. Sono partito dall’illustrazione originale del New York Times e ho provato a pensare ad altre metafore visive che includessero una natura antropomorfizzata per riflettere le emozioni umane. Dopo qualche schizzo, scrivendo e giocando con le idee, si è sviluppato un tema – quando proviamo qualcosa, il mondo lo prova con noi e ci rimanda quei sentimenti come uno specchio – e ho illustrato tre espressioni emotive date dal pianto, dalle risate e dal canto.

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Ci è voluta molta pazienza perché anche le parole venissero fuori nel modo giusto. Avevo fatto una versione dove ogni azione era descritta minuziosamente anche a parole: “la lacrima del bambino si trasformò in un uccellino e volò in cielo. L’uccellino sussurrò alle nuvole e presto anche le nuvole stavano piangendo”, ma il mio editore, il mio agente e io alla fine abbiamo concordato di puntare sulla semplicità e sul finale aperto. Dopo molte, moltissime revisioni, sono arrivato alle poche parole che appaiono nel libro. Ascoltavo molto John Lennon durante la creazione di Proprio tutti e mi sono ispirato tanto al suo modo di ripetere frasi meravigliosamente semplici. Riesco quasi a sentire le sue melodie mentre leggo “Quando piangi non sei solo. Quando ridi… la felicità sboccia. E quando canti… tutti ascoltano”.

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Volevo anche che le illustrazioni combaciassero con la semplicità del testo, così ho usato solo tre colori. Ho iniziato con qualche schizzo a matita, poi ho simulato la colorazione in digitale per visualizzare meglio la composizione. I disegni finali sono quindi stati realizzati sovrapponendo i colori come succede con la stampa. Ho scansionato le immagini in bianco e nero per poi applicare il colore strato dopo strato, prima il nero, poi il blu, poi il color carne, sovrapposti uno sopra all’altro per completare l’immagine.

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Cosa ti spinge a scegliere di illustrare un libro?

Le parole devono essere poetiche, o semplici, o sorprendenti e ci deve essere spazio per la mia “narrativa”. Se il testo è troppo descrittivo non c’è spazio per me.

Chi sono i tuoi eroi letterari?

Uno dei miei libri preferiti è Federico di Leo Lionni, un grande autore italiano (n.d.r.: con Fatatrac ha pubblicato È mio): è la semplice ed emozionante storia di quattro topini di campagna che fanno provviste per l’inverno, mentre uno di loro preferisce mettere da parte raggi di sole, colori e parole. Amo il modo in cui si può percepire il processo di lavorazione nelle immagini finali. Il lettore riesce mentalmente a separare le superfici grezze dei colori dalla carta come in puzzle.

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Qual è lopera darte che preferisci in casa tua?

Leanne Shapton dipinge blocchi di legno in modo che assomiglino a re-immaginate copertine di libri: la sua arte è tipografica e geometrica. Ho uno dei suoi blocchi dipinto come Lo squalo di Peter Benchley.

Cosa ti riserva il futuro?

Come illustratore un terzo libro con Kate Messner che uscirà ad aprile nel 2017 intitolato Over and Under the Pond. Come autore è previsto in autunno un altro libro per la Candlewick su un gatto affamato.

Per la primavera del 2018 ho in programma una serie di libri cartonati per i piccolissimi su forme, colori e animali. Infine ci sono i libri di Jennifer Adams e Barb Rosenstock da illustrare.

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Intervista di Carter Higgins per Design of the Picture Bookwww.designofthepicturebook.com/everyone-an-interview-with-christopher-silas-neal
Traduzione di Cecilia Vitiello
Sito web di Christopher Silas Nealcsneal.com
Per acquistare Proprio tuttiwww.giunti.it/libri/bambini/proprio-tutti

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