Solo un giorno, e che duri un anno.

>>Il volo di Sara, >>Lorenza Farina, >>Sonia M.L. Possentini, Cosa succede
La fine di una giornata così speciale, lascia la voglia di indugiare in qualche annotazione.

Nonostante la si sia trascorsa per intero a una scrivania,  le informazioni che ci possono raggiungere sono così tante a varie ormai, da portare affollamento e mondo tra le quattro pareti in cui si lavora.
E oggi il mondo in effetti, ancora un volta, è “entrato”, grazie a un libro che, ormai da tre anni, cammina autonomamente su una strada ben delineata.
Il libro in questione è IL VOLO DI SARA, un libro che, ogni volta, stupisce per come sappia catturare tutti, senza limiti di età. E, per chi lo ha fatto, lo stupore sta in quanto le persone che lo incontrino se lo facciano proprio.
Questo è il caso di un gruppo straordinario: bambini, insegnanti e una mamma addetta ai lavori. Loro ci hanno contatto con entusiasmo per farci conoscere il percorso intrapreso attorno alla storia di Sara e noi ancora ci stupiamo riguardandolo.
Sarà che questo libro ha il garbo di tutto ciò che si svela in base alla predisposizione di chi lo legge, ma crea ancora stupore per l’entusiasmo con cui viene accolto. È quel finale il punto, quella grande metafora creata da Lorenza Farina che fa sì che i bambini più attrezzati possano distinguere chiaramente il triste epilogo di quei coetanei di un tempo, mentre, contemporaneamente i più fragili si possano saldamente agganciare alle ali fiabesche dello stormo d’uccelli che diventano salvifici e provvidenziali.
Sarà che Sara e tutti i personaggi ritratti pagina dopo pagina, guardano dritti al cuore e alla mente di chi legge, così reali nella rarefazione sfumata e polverosa di Sonia Possentini.
Sarà che anno dopo anno, nuovamente, tanti ne parlano, lo leggono, ci inviano messaggi.
Sarà che le fotografie di presentazioni, disegni dei bambini, lettere arrivano via FaceBook, via twitter, via mail.
Saranno tutte queste cose, e molte altre, che si consolida sempre di più la convinzione che l’esercizio della memoria andrebbe dilatato a tutto l’anno e non contingentato al puro ambito scolastico e che i bambini, a questo, sarebbero prontissimi.
Andrebbe condiviso in tutti gli ambiti frequentati dai bambini questa attitudine alla ricordo, mediato dalla narrazione. Il suggerimento è di leggere questo, e libri come questo, tutto l’anno a scuola e nelle famiglie.
Un fatto ci persuade nel dire questo. È di questi giorni l’acquisto di Il volo di Sara e la sua traduzione, per i tipi di una casa editrice svedese. La Sveazia ha una piccolissima comunità ebraica, a differenza di molti paesi europei, e men che meno esiste un giorno per commemorare la Shoah, eppure un editore sta credendo così profondamente nel valore umano del ricordo di quella che resta la più grande tragedia della nostra storia, da investire denaro e risorse per offrire questo libro ai suoi piccoli lettori. Non avrà date speciali in cui leggero, organizzare incontri, presentarlo, lo farà potenzialmente in qualsiasi giornata dell’anno.
Se questo non è un esempio, cosa aspettiamo a lasciare il tesoro più prezioso ai nostri bambini? L’essenza della nostra identità, sotto forma di storia e memoria, come gesto del raccontare quotidiano e come forma di pensiero con cui confrontarci sempre nel progettare il futuro.
I bambini, sono lì, pronti ad ascoltare, qualcosa deve scattare in noi adulti!
Un ringraziamento a Sonia Possentini per le fotografie della presentazione fatta a Marano sul Panaro, oggi 27 gennaio 2015.

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