MARIPURA, LA GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA E… LUCA MERCALLI

Cosa succede
Dorme la notte, sopra i tetti di Maripura.
Dorme sulle strade tranquille, sui campi e sui boschi.
Dorme la notte, con il respiro dolce del sogno.
Sull’acqua silenziosa della piccola fonte di Maripura
si specchia la luna, appena increspata da un alito di vento.
Tutto pare tranquillo. Eppure, in una delle case di Maripura,
una casa con il muro di pietra, qualcuno ancora sveglio
trama nell’ombra.

Oggi 22 marzo si festeggia la Giornata internazionale dell’acqua che quest’anno assume un valore particolare nel contesto del 2013 “Anno internazionale per la cooperazione nel settore idrico” indetto dall’Assemblea delle nazioni unite, con lo scopo di incrementare la consapevolezza relativa alle possibilità di cooperazione e alle sfide riguardanti la gestione dell’acqua di fronte ad una crescente domanda.

L’acqua, elemento indispensabile per la salute e il benessere delle persone, è essenziale per
il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del nuovo millennio. L’Assemblea Generale delle
Nazioni Unite ha evidenziato la propria preoccupazione perché il processo che mira a dimezzare la percentuale delle persone che non hanno accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici di base, si dimostra lento e discontinuo, in un quadro che va aggravandosi, a causa dei cambiamenti climatici in atto e dell’instabilità socio-politica che numerosi paesi stanno vivendo in questi anni.

Proprio oggi desideriamo presentarvi una della nostre novità della collana Grandi Albi
L’acqua e il mistero di Maripura, di Chiara Carminati, illustrato da Pia Valentinis, Fatatrac

L’acqua e il mistero di Maripura
di Chiara Carminati e Pia Valentinis
FATATRAC

Una fiaba attuale che, attraverso la storia del paese di Maripura, riesce a trasmettere
con semplicità e immediatezza anche ai più piccoli il valore dell’acqua come bene
dell’umanità e diritto di tutti.
Questa pubblicazione Fatatrac già edita nel 2006 viene oggi riproposta in un
formato che mira a dare maggiore rilievo alle parole dell’autrice e a valorizzare le nuove ed
emozionanti illustrazioni di Pia Valentinis.

La pubblicazione è patrocinata dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua e del CeVI
Centro del Volontariato Internazionale.

Luca Mercalli

Contestualmente all’uscita dell’albo, Fatatrac si è rivolta ad un esperto del tema, il metereologo
e climatologo Luca Mercalli che ha gentilmente voluto lasciarci una dichiarazione in merito.
Divulgatore instancabile, Mercalli è autore di Prepariamoci, Chiarelettere 2011, in cui si parla
anche di uno stile di vita particolarmente attento alla riduzione dell’impatto ecologico.

Prepariamoci
di Luca Mercalli
CHIARELETTERE

Luca Mercalli per Fatatrac: 
“L’acqua sulla Terra è tanta ma non infinita. Evapora dagli oceani e ricade sui continenti con
la pioggia e la neve, ma segue andamenti irregolari: alcune zone sono regolarmente scartate
dalle rotte delle nubi e non ricevono mai pioggia, li chiamiamo deserti.
Altre sono fin troppo irrorate, come alcune foreste tropicali del Sud America e dell’Himalaya.
Gran parte delle zone abitate dall’uomo ricevono quantità di pioggia che consideriamo
adatte all’agricoltura e alle attività produttive, ma sempre incostanti nel tempo: a gruppi di
anni siccitosi si susseguono anni più piovosi, e talora in poche ore un’alluvione può
devastare un territorio.
A questa dinamica naturale, da qualche decennio si aggiunge il riscaldamento globale causato
dall’inquinamento prodotto dall’Uomo. Sulla Terra fa via via più caldo, l’acqua evapora
più in fretta e mette sotto stress i fiumi e l’agricoltura, facilita gli incendi, oppure aumenta
il rischio di piogge intense e distruttive.
E gli scenari futuri con il continuo aumento termico atteso, delineano un’esaltazione degli
estremi: chi soffre già oggi di siccità ricorrenti, come il Mediterraneo, potrebbe vedere un
futuro ancora più arido, chi riceve già ora molta pioggia come l’Europa Settentrionale, potrebbe
vederla aumentare ancor più.
E allora che fare?
Se vogliamo ridurre i rischi climatici dobbiamo inquinare e sfruttare di meno il nostro pianeta,
darci dei limiti!
Ma una parte del danno è ormai fatto, e i cambiamenti climatici ci saranno comunque, e
toccherà adattarsi.
Ecco perchè consumare meno acqua ha un profondo significato: ci permette da subito di
inquinare meno, perchè dietro il lungo ciclo della potabilizzazione dell’acqua c’è anche molto
petrolio: si impiega energia per pomparla da pozzi profondi, energia per depurarla, energia
per sollevarla fino ai piani alti delle nostre case. Dietro ogni litro d’acqua c’è ormai nei paesi
occidentali anche un po’ di petrolio e di inquinamento atmosferico.
Consumare meglio l’acqua e non sprecarla ha poi il significato psicologico di abituarci a rispettare
una risorsa scarsa, a fare di più con meno, e a evitare pericolosi conflitti tra di noi
per spartircela quando ce ne sarà meno disponibile.
Ecco perchè a casa mia ho costruito una cisterna da 18.000 litri: ogni goccia di pioggia che
cade sul mio tetto non va perduta, ed è una gioia raccogliere questo prezioso dono delle
nubi e poi usarla con cura per innaffiare l’orto o per gli usi domestici meno nobili come lo
scarico dei wc o il lavaggio di attrezzi agricoli.
Controllare ogni giorno il livello dell’acqua che mi resta in cisterna durante una lunga siccità
estiva e ridurre al minimo gli sprechi in attesa della pioggia è una grande scuola di vita e
avvicina a una maturità mai sufficiente nei nostri rapporti con la Terra. E regala pure un
senso di autonomia e indipendenza molto gratificante.”

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